Blondet & Friends:Clamoroso: Israele sta progettando l’assassinio di Erdogan (con il placet USA)

 

Clamoroso: Israele sta progettando l’assassinio di Erdogan (con il placet USA)

Di Gordon Duff, Senior Editor da Istanbul

Ieri, il presidente turco Erdogan, con una mossa a sorpresa, ha espulso gli ambasciatori americano e israeliano, apparentemente per il loro ruolo negli attacchi contro i manifestanti di Gaza che hanno lasciato fino a 3.000 fra morti e feriti sul terreno.

C’è un retroscena in questo, di un presunto complotto tra Trump, i suoi consiglieri neocon e il loro maestro, Netanyahu. Erdogan ha individuato un’altra trama e identificato gli Stati Uniti e Israele come mandanti. Descriviamo quanto è di nostra conoscenza….

Un colpo di stato sarebbe in programma e questo dovrebbe iniziare con l’uccisione di Erdogan. Israele lo sta progettando, ci viene peraltro confermato da ogni parte, in particolare dai nostri contatti nell’esercito turco.

Questo è iniziato molto prima che Erdogan espellesse gli ambasciatori americano e israeliano.

Erdogan ne ha semplicemente avuto abbastanza, quando ha visto sorridere Kushner e Ivanka proprio mentre 3000 persone, palestinesi, anche donne e bambini, sono state uccise dall’IDF (Esercito israeliano), allora lui è esploso nella collera. Da “RussiaToday”:

“Israele ha comunicato al console della Turchia di lasciare lo stato ebraico, secondo il ministero degli Esteri israeliano. L’allontanamento arriva dopo che Ankara ha espulso l’ambasciatore di Israele dalla Turchia per causa delle violenze a Gaza.
Un portavoce del ministero ha detto che il console è stato convocato e gli è stato detto di tornare in Turchia “per consultazioni per un periodo di tempo”, ha riferito la Reuters.
La notizia è arrivata subito dopo che la Turchia ha detto all’ambasciatore israeliano di lasciare il paese. ” All’ambasciatore israeliano è stato detto che il nostro inviato in Israele è stato richiamato per le consultazioni, ed è stato informato che sarebbe stato opportuno per lui tornare nel suo paese per qualche tempo”, ha detto una fonte del ministero degli esteri turco.

L’ambasciatore israeliano Eitan Naeh è stato convocato ieri al ministero degli Esteri ad Ankara, secondo Haaretz. Il diplomatico ha servito nella posizione dall’ ottobre del 2015.

Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha fatto riferimento alla repressione delle forze israeliane come “genocidio” e ha definito Israele uno “stato terrorista” , ribadendo nel contempo l’impegno del suo paese a rimanere solidale con il popolo palestinese.

Solo gli inglesi stanno con Erdogan, allontanandolo dagli Stati Uniti. Dall’altra parte della Turchia, il sentimento della popolazione turca nei confronti degli Stati Uniti è molto rabbioso, si sente per la strada, nel governo e dappertutto.

Prevediamo anche che Erdogan si riavvicini al presidente Assad, si tratta di una voce, che la Turchia e la Russia si uniranno per aiutare la liberazione della provincia di Idlib in Siria.

Alla fine, Israele sarà preso di mira, più che semplicemente da Hezbollah, ma spinto verso una guerra di terra che metterà alla prova la risoluzione degli alleati militari israeliani nel Golfo Persico insieme al suo principale sostenitore, l’Arabia Saudita.

Quello che ha sconvolto la regione è stato vedere Netanyahu sul palco con Putin in V Day a Mosca, Netanyahu con la mano insultante sulle spalle di Putin, come se il presidente Putin fosse un bambino piccolo.

O forse questo significa che Putin stava mostrando a Israele il suo destino per mano del risorto potere militare russo, ma noi aspettiamo e vediamo.

 

Erdogan è stata una delle personalità più enigmatiche del nostro tempo. La Turchia, una potenza economica della NATO, altamente industrializzata e posizionata strategicamente, è stata trattata come una “puttana da strada” dagli Stati Uniti. C’è poco dubbio che gli Stati Uniti fossero dietro al colpo di stato del 2016 contro Erdogan.

Quello che ora è diventato chiaro è che Erdogan ora è consapevole che gli Stati Uniti hanno costruito segretamente un’organizzazione terroristica curda in Turchia, armandola con armi americane.

Gli Stati Uniti ora credono di non poter muovere l’attacco contro l’Iran senza prima uccidere Erdogan e ritengono che Putin, senza Erdogan al suo fianco, si tirerà indietro dal sostenere Assad o offrirà ulteriori vendite di armi all’Iran, in particolare aerei da caccia della 4a e 5a generazione in grado di operare contro e persino all’interno dello spazio aereo saudita.

Fonte: Veterans Today

Traduzione: Luciano Lago

 

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Blondet & Friends:L’Establishment sta invocando la bancarotta dell’Italia. Irresponsabili.

 

L’Establishment sta invocando la bancarotta dell’Italia. Irresponsabili.

Ecco a cosa stiamo assistendo in questi giorni: l’intero Establishment italiano, dal presidente al PD, dalla Rai a Berlusconi  a praticamente tutti i giornali, stanno invocando “i mercati” e l’”Europa” contro il governo giallo-verde che ancora non è insediato.

L’intero Establishment si erge come un sol uomo contro il voto popolare, a terrorizzare  la popolazione, a chiamare l’Europa perché ci punisca.

Di  fatto, questo Establishment – come sempre nella storia italiana – chiama lo Straniero,   il nemico esterno,  in Italia perché lo faccia vincere contro l’avversario interno.

L’Establishment invoca, implora  “i mercati” perché ci chiedano più interessi sul debito.  L’Establishment sta desiderando – e provocando – la bancarotta del Paese per il piacere di sconfiggere Salvini, Di Maio,gli italiani che li hanno votati.  Naturalmente, è l’intera Italia che collasserà con loro.

Questo Establishment è irresponsabile, e accusa l’avversario di irresponsabilità.

Il Manifesto e B. uniti nella lotta.

Spettacolo vergognoso di divisione e inimicizia di fronte alla solida coesione degli altri.

Terrorismo berlusconiano

Il nuovo ministro delle finanze tedesco, Olaf Scholz, essendo un socialdemocratico, aveva  suscitato qualche speranza che sarebbe stato di minor rigore nella UE,  consentendo gli a allentamenti di cui la zona euro ha necessità assoluta.  Scholz ha risposto: “Un ministro delle finanze tedesco è un ministro delle finanze tedesco. L’affiliazione partitica non gioca alcun ruolo”. Ed ha subito dichiarato che  manterrà l’obiettivo del surplus di bilancio che fu già di Schauble.

 

Ora, la sola speranza che il nuovo governo possa cambiare qualcosa in Europa è che possa unire attorno a sé il Paese; ogni esibizione di divisione incoraggia i nemici esterni (europei) a  giocare sulle nostre divisioni per indebolire  le sacrosante richieste che il governo fa alla UE; lo invita e lo tenta  far cadere il governo e mettercene un altro – sapendo che i traditori lo voteranno.

Ciò non fa che avvicinare un altro Otto Settembre

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Blondet & Friends:L’ABATE FARIA PARLA DELL’OMOSESSUALIZZAZIONE DELLA CHIESA. “VIRILITÀ ORMAI È UNA PAROLACCIA”

”.

L’ABATE FARIA PARLA DELL’OMOSESSUALIZZAZIONE DELLA CHIESA. “VIRILITÀ ORMAI È UNA PAROLACCIA”.

Marco Tosatti

Non si è ancora spenta l’eco delle polemiche sull’uso forse blasfemo, certo irriverente, della simbologia cristiana al Gala del Metropolitan Museum di New York, con tanto di presenza e partecipazione clericale, che si apre – o perlomeno torna a emergere – quello dell’omosessualizzazione della Chiesa. Ne parla oggi l’abate Faria.

 

Mi hanno segnalato l’ultimo articolo su L’Isola di Patmos a firma di Don Ariel S. Levi di Gualdo in cui si prendeva di mira il Cardinal Ravasi e quanto successo al MET. Ora, non ho elementi per confermare o smentire quanto detto sul Cardinal Ravasi, che ricordo di aver incontrato ai tempi in cui era ancora un Monsignore milanese.

Ma sulla denuncia che fa Levi di Gualdo riguardo l’omosessualizzazione nella Chiesa non si può che convenire “a quattro palmenti”. Io credo bisogna essere ciechi per non vedere il tasso di effemminatezza che purtroppo invade tanto, troppo clero (in su). Io stesso ho visto con i miei occhi quello che accade e accadeva in alcuni collegi religiosi di Roma, festini e via dicendo, il che mi fa pensare che le denunce fatte negli ultimi anni su altri luoghi romani non siano peregrine. Purtroppo l’atteggiamento omosessuale viene non solo tollerato, ma a volte quasi incoraggiato. Questo perché la parola “virilità” è divenuta oramai una parolaccia.

Io capisco non si possa denunciare apertamente l’entità del problema, per ragioni di opportunità, ma se non lo si affronta il problema peggiora, infettando tutto (e non lo sta già facendo, a cominciare dalla liturgia sentimentalistica?). Il problema non è il singolo prete omosessuale che pecca, siamo tutti peccatori. Il problema è la diffusione di una cultura che vira completamente in quella direzione. In realtà tra il mondo apertamente omosessuale della moda e ampi settori della Chiesa Cattolica attuale le convergenze sono tante, molte di più di quelle che si ha il coraggio di ammettere.

Abate Faria

 

Vescovo tedesco: “Gay voluti da Dio”

“I gay sono voluti da Dio”, ha affermato il vescovo ausiliario di Essen, Ludger Schepers, durante il Katholikentag a Münster, Germania (11 maggio).

Secondo domradio.de, Schepers ha perfino chiesto che la Chiesa “riconosca la sua [presunta] storia di colpe] nel trattare gli omosessuali.

Ha detto che papa Francesco ha aperto le porte per la “riconciliazione” della Chiesa con gli omosessuali.

Per il futuro, Schepers spera che di saranno cerimonie liturgiche per benedire [il peccato mortale delle] convivenze omosessuali

https://gloria.tv/article/L4JQACsUoVvX3NSLL2z4w9b64

 

Bergamo, la curia tifa gay-pride e stoppa la veglia di riparazione

A Bergamo una forte pressione della curia stoppa la preghiera di riparazione che si sarebbe dovuta tenere in chiesa dopo il primo Gay Pride orobico. Ripiegheranno con un Rosario, ma non c’è da stupirsi dato che la stessa diocesi ha collaborato con l’organizzazione dell’evento per non farlo coincidere con l’arrivo delle spoglie del Papa Buono. Invece di condannarlo, si è cercato di scendere a patti con i promotori. A farne le spese, come al solito i fedeli: è la legge del più forte.

di Andrea Zambrano (14-05-2018)

Anche a Bergamo, come a Reggio Emilia, una veglia di riparazione per il Gay Pride viene bersagliata di critiche. Ma non sono solo gli attacchi che provengono dal mondo arcobaleno, bensì dalle stesse gerarchie ecclesiastiche che in modo “sotterraneo” hanno costretto gli organizzatori a “riparare” la riparazione.

…. è stato un intervento “a gamba tesa” dell’autorità ecclesiastica a sconsigliare vivamente ai Cappuccini – tramite il Padre provinciale di Milano – di aprire le chiesa per quella preghiera così politicamente scorretta.

(Eccetera eccetera)

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Blondet & Friends:LO SPREAD E’ CRESCIUTO ANCHE IN FRANCIA, SPAGNA,FINLANDIA….

….

LO SPREAD E’ CRESCIUTO ANCHE IN FRANCIA, SPAGNA,FINLANDIA….

 

Crescita spread, è una bufala che sia determinata da governo Salvini e Di Maio
Lo spread oggi cresce in tutti (o quasi) i Paesi europei. Spostamento non determinato da Salvini/Di Maio. Bufala dei giornali. Vogliono condizionare…

lo spread oggi è cresciuto in tutti i Paesi europei e non sembra possa essere il duo Di Maio Salvini a condizionarlo in Spagna (+11,50%), Finlandia (+10,78%) o Francia (+ 7,27%) come in tanti altri.

http://www.affaritaliani.it/economia/crescita-spread-una-bufala-che-sia-determinata-da-governo-salvini-di-maio-540580.html

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Blondet & Friends:PADOAN RIMPROVERA L’ECONOMISTA BORGHI. PERCHE’ LUI E’ PIU’ BRAVO.

PADOAN RIMPROVERA L’ECONOMISTA BORGHI. PERCHE’ LUI E’ PIU’ BRAVO.

Durissima la reazione del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, alle parole del responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, sulla questione Mps. “Le sue dichiarazioni, insieme alle indicazioni della bozza Lega-M5s, hanno creato una crisi di fiducia con caduta del titolo in Borsa – ha spiegato Padoan – . Un fatto grave che mette a repentaglio l’investimento effettuato con risorse pubbliche”.

Questo è il grafico del valore che Montepaschi ha perso sotto la gestione del PD, e di Padoan in specie.

Commento di Borghi:
“L’azione di Montepaschi da cinque anni a questa parte – corretto per i vari aumenti di capitale – è andata da 1400 euro a 2. Questo è il Pd: ha distrutto 50 miliardi di valore della più antica banca del mondo, e se da 2 va a 1,99 è colpa di Borghi?

Commento di Andrea Mazzalai:
Oggi l’uomo che ha ANNUNCIATO ben sei delle ultime ZERO riprese economiche e ben tre riduzioni del debito pubblico a fronte di 4 anni di record negativi uno dietro l’altro ha detto che il #contrattodigoverno #LegaM5S, ha immediatamente creato una crisi di fiducia sul titolo Mps.

Aggiungiamo questo articolo:

Morte di David Rossi, Fracassi: colpa di Draghi il crollo Mps

Siena, 6 marzo 2013. Un uomo precipita dalla finestra, ma non muore sul
colpo. Si muove ancora, quando due uomini comparsi dal nulla, nel vicolo
sotto la sede centrale del Montepaschi, gli si avvicinano per verificarne le
condizioni, prima di sparire. Chi sono? Mistero. «Sappiamo invece chi ha
fatto pervenire quel filmato al “New York Post”: è stata la Cia», afferma il
reporter Franco Fracassi, ai microfoni di “
<https://www.youtube.com/watch?v=LL6LaAW3Esw> Border Nights”, a proposito
del video (sconvolgente) sulla morte di David Rossi, poi ripreso anche dalle
“Iene” e ora <https://www.youtube.com/watch?v=yySlar6Qyxw> disponibile sul
web. Insieme a Elio Lannutti, Fracassi è autore del saggio “Morte dei
Paschi”, ovvero: dalla drammatica fine di Rossi ai risparmiatori truffati,
“ecco chi ha ucciso la banca di Siena”. Suicidio all’italiana? Sappiamo solo
che la magistratura ha rinunciato a indagare nella direzione dell’omicidio,
dice Fracassi, avendo rapidamente archiviato il caso come, appunto,
suicidio. «Certo, resta il fatto che Rossi è volato dalla finestra del suo
ufficio appena due giorni dopo l’email in cui annunciava di voler parlare
con i magistrati, riguardo al suo ruolo nella banca finita nella bufera».
Indagini a parte, per Fracassi il vero colpevole ha un nome preciso: Mario
Draghi. «E’ stato lui a far crollare la banca di Siena», determinando il
disastro che poi ha portato anche alla morte di David Rossi.

Il primo a puntare il dito contro il presidente della Bce è stato Gioele
Magaldi, leader del Movimento Roosevelt e autore del saggio “Massoni,
società a responsabilità illimitata” (Chiarelettere), che svela il ruolo di
36 Ur-Lodges nel “back office” del massimo
<http://www.libreidee.org/tag/potere/> potere mondiale. Superlogge
sovranazionali potentissime, come le 5 organizzazioni di stampo
neo-aristocratico alle quali, secondo Magaldi, è affiliato Draghi: sono la
“Edmund Burke”, la “Pan- <http://www.libreidee.org/tag/europa/> Europa”, la
“Der Ring”, nonché due autentiche colonne del mondo supermassonico di segno
reazionario, la “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e la “Three Eyes”,
il club di Kissinger, Rockefeller e Brzesinski. «Quando era governatore di
Bankitalia – sostiene Magaldi – Draghi avrebbe dovuto vigilare sulla
spericolata acquisizione di Antonveneta da parte della banca senese. Ma non
lo fece, così come Anna Maria Tarantola, all’epoca alta funzionaria della
Banca d’Italia». La vicenda Mps-Antonveneta è nota: il “
<http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-29/mesi-bonifici-miliardi-06 3726.shtml?uuid=AbfVG7OH> Sole 24 Ore” la definisce «la più grande
rivalutazione della <http://www.libreidee.org/tag/storia/> storia». Il
prezzo di Antonveneta, riassume il quotidiano di Confindustria, nel 2007
schizzò in pochi mesi dai 6,6 miliardi pagati dal Banco Santander per
comprare l’istituto ai 9,3 (più oneri vari che hanno fatto salire il prezzo
definitivo a 10,3 miliardi circa) tirati fuori da Mps.

Oltre 10 miliardi, dunque, ai quali «vanno aggiunti almeno altri 7,9
miliardi di debiti di Antonveneta, che l’istituto senese si è accollato». In
soli 11 mesi – dal 30 maggio 2008 al 30 aprile 2009 – il Monte dei Paschi
«ha effettuato bonifici per oltre 17 miliardi». Soldi che, scrive il “Sole”,
«sono finiti ad Amsterdam, Londra e Madrid». Oggi, Franco Fracassi la
definisce «la più grande operazione bancaria della
<http://www.libreidee.org/tag/storia/> storia», avendo coinvolto anche gli
olandesi di Abn-Amro, gli inglesi e la Banca Mondiale. «Draghi – insiste
Fracassi, a “Border Nights” – ha avuto un ruolo di primo piano, nel disastro
del Monte dei Paschi, perché non ha permesso controllo ma, a mio giudizio,
ha premuto per la cosa: è stato lui a spingere il Monte dei Paschi nel
baratro, perché la banca senese era un tassello fondamentale di questa
operazione – che Draghi ha voluto a tutti i costi, e che ha portato alla
grande <http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi economica, quella che
sta devastando tutta l’ <http://www.libreidee.org/tag/europa/> Europa da
ormai dieci anni». Questa <http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi,
aggiunge Fracassi, è figlia del crack di alcune delle più grandi banche d’
<http://www.libreidee.org/tag/europa/> Europa, «frutto di un’operazione
voluta da Draghi in un
<http://www.libreidee.org/2018/05/morte-di-david-rossi-fracassi-colpa-di-dra ghi-il-crollo-mps/il-video-con-david-rossi-a-terra/> Il video con David
Rossi a terra momento in cui non bisognava farla, e soprattutto non in
maniera così scellerata, come se si avesse voluto gettare l’
<http://www.libreidee.org/tag/europa/> Europa nel baratro».

Perché è successo? «Non credo che Draghi non sapesse che cosa sarebbe potuto
accadere», dice sempre Fracassi a “Border Nights”. «Non credo l’abbia fatto
per leggerezza. E’ una persona molto intelligente, che sa il fatto suo. E so
anche che Draghi è uno dei campioni del neoliberismo: è colui che, quando
stava in Goldman Sachs, ha gettato nel baratro la Grecia». Conoscendo
l’ideologia neoliberista e le strategie normalmente adottate dall’élite
finanziaria euro-atlantica, aggiunge Fracassi, «presumo che ci sia stata la
volontà di gettare l’ <http://www.libreidee.org/tag/europa/> Europa nella
<http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi». Draghi? «In questo ha avuto un
ruolo di primo piano, e il Monte dei Paschi è stata la chiave di volta:
quantomeno, quindi – conclude – Draghi ha delle responsabilità morali, per
questa vicenda», su cui ora incombe anche il giallo della morte di David
Rossi. E quello strano video, che Fracassi attribuisce alla Cia? Proprio la
fonte di quelle immagini terribili «dà la dimensione della cosa», aggiunge
il giornalista. «E’ un filmato che non dovrebbe esistere, e che teoricamente
non dovrebbe avere nulla a che vedere con loro: cosa può importare, alla
Cia, di un italiano che si suicida?». Vai a sapere. Sempre Fracassi, a “
<https://www.youtube.com/watch?v=rKwwyxEXE4o> ByoBlu”, ha
<http://www.libreidee.org/2018/05/morte-di-david-rossi-fracassi-colpa-di-dra ghi-il-crollo-mps/germany-european-central-bank/> Mario Draghirivelato che
«il Montepaschi è una delle banche che in questi ultimi 7 anni hanno
garantito l’acquisto e la vendita di armi, in Siria, a tutte le parti in
conflitto».

Nel libro scritto con Lannutti, Fracassi cerca di capire «chi siano gli
assassini di quella che è stata la banca più grande d’
<http://www.libreidee.org/tag/europa/> Europa». Si parla di armi, di
<http://www.libreidee.org/tag/politica/> politica, di criminalità
organizzata. «Anche il mondo sommerso del crimine, alla fine, passa dalle
banche: non è che esiste la Criminal Bank e poi le banche pulite, le banche
son banche», dice ancora Fracassi a “Border Nights”. «Tranne forse rari casi
virtuosi, la maggior parte delle banche fa queste cose. Il problema è: a che
livello, quanto consapevolmente, e quanta ingerenza hanno, questi aspetti,
nella gestione complessiva della banca». La
<http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi di Mps sembra consonante con le
recenti notizie sull’assorbimento delle Bcc, le banche di credito
cooperativo, raggruppate – per volere della Bce – sono l’ombrello di un
unico grande soggetto finanziario, che si teme sarà fatalmente meno attento
all’ <http://www.libreidee.org/tag/economia/> economia dei territori e
invece più aperto (come il Montepaschi dopo la fatale svolta) al mercato
finanziario internazionale dei titoli tossici. «Il fallimento del
Montepaschi, dovuto alla responsabilità quantomeno morale di Mario Draghi –
aggiunge Fracassi – ha portato uno sconquasso in tutto il sistema economico
e creditizio europeo. E quindi anche nelle banche italiane, che a
<http://www.libreidee.org/2018/05/morte-di-david-rossi-fracassi-colpa-di-dra ghi-il-crollo-mps/il-libro-di-fracassi-e-lannutti/> Il libro di Fracassi e
Lannuttidifferenza di altre erano più fragili, trovandosi in una situazione
di grande esposizione, per aver fatto fusioni con altre banche e
investimenti in Borsa sbagliati, ma soprattutto per la quantità di crediti
inesigibili».

Di per sé, precisa il giornalista, i crediti inesigibili non fanno crollare
una banca, se non molto raramente. «Se però il sistema salta, quei crediti
inesigibili diventano insostenibili: durante una
<http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi econonica, chi ha preso soldi in
prestito non riesce a restituirli. E’ una sorta di catena: più banche
falliscono, e più rischiano di fallirne». Elementare: «Quando un sistema va
in <http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi, i più deboli sono i primi a
soccombere». E mentre una grande banca ha i suoi paracadute, oltre a essere
“too big to fail” (troppo grande per poter fallire), le banche piccole «non
hanno quasi protezione, da parte della
<http://www.libreidee.org/tag/politica/> politica e del sistema finanziario:
si appoggiano a piccole realtà locali, che possono entrare in
<http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi coinvolgendo le banche stesse».
E’ la <http://www.libreidee.org/tag/storia/> storia recente dell’
<http://www.libreidee.org/tag/unione-europea/> Unione Europea, sintetizza
Fracassi, a rendere esplicita la condanna (non giudiziaria, certo, ma
storico- <http://www.libreidee.org/tag/politica/> politica) dei
super-tecnocrati alla Mario Draghi, onnipotenti registi di una
<http://www.libreidee.org/tag/crisi/> crisi abilmente pilotata per
organizzare uno smisurato trasferimento di ricchezza dal basso verso l’alto.
Un fenomeno spaventosamente spettacolare, senza eguali nella
<http://www.libreidee.org/tag/storia/> storia moderna. Il sociologo Luciano
Gallino lo chiamava “lotta di classe dei ricchi contro i poveri”. E in
attesa che venga alla luce la verità definitiva sulla fine di David Rossi –
esecutori e mandanti dell’eventuale omicidio – Franco Fracassi insiste:
almeno moralmente, la colpa è di Draghi. Distruggere Mps faceva parte di un
piano preciso, che l’ex governatore di Bankitalia, poi promosso alla Bce,
non ha certo ostacolato.

(Il libro: Elio Lannutti e Franco Fracassi, “Morte dei Paschi. Dal suicidio
di David Rossi ai risparmiatori truffati. Ecco chi ha ucciso la banca di
Siena”, PaperFirst editore, 280 pagine, 12 euro)

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Diakonos.be:Déclaration des évêques de la Conférence épiscopale du Chili, à Rome-le tyranneau François finira abandonné par tous comme tous les tyrans

Déclaration des évêques de la Conférence épiscopale du Chili, à Rome

Rome, vendredi 18 mai 2018.

Après trois jours de rencontres avec le Saint-Père et de nombreuses heures consacrées à la méditation et à la prière, conformément à ses instructions, nous, évêques du Chili, désirons communiquer ce qui suit :

Avant tout, nous remercions le Pape François pour son écoute paternelle et sa correction fraternelle. Mais nous voulons surtout demander pardon pour la douleur causée aux victimes, au pape, au Peuple de Dieu et à notre pays à cause des graves erreurs et des omissions que nous avons commises.

Nous remercions également Mgr Scicluna et le P. Jordi Bertomeu pour leur implication pastorale et personnelle ainsi que pour les efforts qu’ils ont déployé ces dernières semaines pour chercher à guérir les blessures de la société et de l’Église de notre pays.

Nous remercions les victimes pour leur persévérance et leur courage, malgré les immenses difficultés personnelles, spirituelles, sociales et familiales ainsi que les attaques de la communauté ecclésiale elle-même auxquelles elles ont dû faire face. À nouveau, nous implorons leur pardon et leur aide pour continuer à avancer sur le chemin de la guérison des blessures, parce qu’elles peuvent cicatriser.

Deuxièmement, nous voulons communiquer que tous nos évêques présents à Rome, ont remis par écrit leur démission entre les mains du Saint-Père afin qu’il décide en toute liberté pour chacun d’entre nous.

Nous nous mettons en chemin, tout en sachant que ces journées de dialogue honnête ont constitué une étape importante d’une profond processus de changement sous la conduite du Pape François. En communion avec lui, nous voulons rétablir la justice et contribuer à la réparation des dégâts causés, afin de donner un nouvel élan à la mission prophétique de l’Église chilienne, dont le centre n’aurait jamais dû cesser d’être le Christ.

Nous souhaitons que le visage du Christ resplendisse à nouveau dans notre Église et nous nous engageons en ce sens. Avec humilité et espérance, nous demandons à tous de nous aider à parcourir ce chemin.

Suivant les recommandations du Saint-Père, nous implorons Dieu qu’en ces heures difficiles mais pleines d’espérance, le Seigneur et Notre-Dame du Mont-Carmel protègent l’Église.

Les évêques de la Conférence épiscopale du Chili, à Rome.

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PRÉCISIONS

Mgr Fernando Ramos, évêque auxiliaire de Santiago, secrétaire général de la Conférence épiscopale du Chili :

« Lundi dernier, quand nous avons tenu la première conférence de presse, nous avons déclaré que c’est avec honte et douleur que nous venions à ces rencontres avec le Pape. »

« Mardi s’est déroulée la première rencontre. Le Pape nous a lu un document dans lequel il nous a fait part de ses conclusions et de ses réflexions concernant le rapport de Mgr Scicluna après sa visite au Chili.  Le texte du pape mentionne clairement une série de faits absolument répréhensibles concernant des abus de pouvoir, de conscience et des abus sexuels inacceptables qui ont eu lieu dans l’Église chilienne et qui l’ont menée à faire décliner la vigueur prophétique qui la caractérisait. »

« Au cours des trois réunions qui ont suivi, chaque évêque a pu exprimer ses réactions, ses opinions et ses visions par rapport à ce que le Pape avait exposé. »

« Dans ce contexte de dialogue et de discernement, plusieurs suggestions ont été suggérées concernant les mesures à adopter pour affronter cette crise majeure, comme l’idée mûrie – afin d’être en totale concordance avec la volonté du Saint-Père – de considérer qu’il était opportun de faire preuve de notre disponibilité la plus absolue à remettre nos charges pastorales entre les mains du Pape. De cette façon, nous pouvons accomplir un geste collégial et solidaire en assumant – non sans douleur – les graves faits qui ont eu lieu de sorte que le Saint-Père puisse disposer librement de chacun d’entre nous. »

« C’est ainsi que hier, nous avons fait part de cette disponibilité par écrit, en remettant nos charges à la disposition du pape. Afin qu’il puisse décider, au cours des prochaines semaines, d’accepter ou de refuser ce que nous avons indiqué. »

*

Mgr Juan Ignacio González, évêque de San Bernardo, membre du comité permanent de la Conférence épiscopale chilienne :

« Nous désirons en outre préciser, pour votre bonne compréhension, que remettre nos charges pastorales à l’entière disposition du Pape signifie que jusqu’à ce que le Saint-Père ait pris une décision, chacun des évêques membre de la Conférence épiscopale du Chili poursuivra son travail pastoral et assumera pleinement ses fonctions. »

« Le Saint-Père – s’il le jugeait opportun – peut immédiatement accepter la renonciation d’un évêque, il peut ne pas l’accepter et donc le confirmer dans sa charge ou il peut l’accepter et ne la rendre effective qu’au moment de la nomination d’une nouvelle autorité diocésaine ».

Un article de Sandro Magister, vaticaniste à L’Espresso.

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