Blondet & Friends:La “rivoluzione” di Bergoglio: Ignoranza Dispotica – e anche contagiosa.

 

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La “rivoluzione” di Bergoglio: Ignoranza Dispotica – e anche contagiosa.

La storiaccia  è  ridicola e allarmante insieme.   Ma devo ricapitolare le puntate precedenti per i non addetti ai lavori. Appena diventa papa, Bergoglio  epura  parecchi cardinali, come se avesse una lista preparata dei “nemici”  da eliminare. Fra  questi spicca  Raymond Burke,   che oltretutto non è dalla sua parte nel sinodo sulla famiglie che apre alla Comunione ai divorziati: lo toglie dalla Segnatura Apostolica, di cui era prefetto,   a fare il “patrono” dell’Ordine di Malta. Insomma da ministro vaticano (“posto di potere”, secondo lui) ,  lo rimuove ad un compito  di cappellano,  (che lui crede) più basso, ornamentale, togliendogli (lui pensa) la sola cosa che Bergoglio capisce: il potere. In più offendendolo platealmente, perché non è mai accaduto in Vaticano che qualcuno sia “rimosso” senza essere “promosso”, ossia chiamato ad una carica più alta, almeno sulla carta.

Ma l’autorevolezza non va confusa col “potere”. Accade che Burke firmi, insieme ad altri tre cardinali a riposo (o esonerati)   la lettera in cui chiede a “Francesco” di “fare chiarezza” su alcuni punti della sua semi- o pseudo-enciclica Amoris Laetitia;  esprime dei dubbi (dubia), a cui Bergoglio non vuole e non sa rispondere; dopo alcuni mesi  senza risposta, i quattro cardinali   rendono  pubblica la loro lettera. El Papa contava di mantenere la cosa occulta.    Immediatamente il dissenso si allarga, nasce una disputa, e infine uno scandalo:  gli yes men di El Papa proclamano che ai  cardinali insofferenti va totale  la berretta cardinalizia. Burke, in un’intervista, ventila la possibilità di una “correzione formale”  di El Papa  e delle sue asserzioni errate.

Rovente di rabbia, “Francesco” cerca un pretesto per sbatter fuori Burke anche dall’incarico di cappellano dei Cavalieri.   Coglie al volo l’occasione di una  grave lacerazione interna all’Ordine: il Gran Maestro Matthew Festing aveva chiesto di dimettersi  al  Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta Albrecht Freiherr von Boeselager, sembra dopo la scoperta che, quest’ultimo  aveva fatto distribuire in Africa preservativi e anticoncezionali; questi si rifiuta, vantando la sua posizione di cattolico “aperto”,  come Francesco.  Al Gran Maestro non resta che destituirlo.   La destituzione avviene alla presenza di Burke, ovviamente.

Non sa cos’è l’Ordine di Malta

Ecco l’occasione sperata!  “Basta con la pratica delle epurazioni nella Chiesa, questo cancro!”, esclama Bergoglio (proprio lui che di epurazioni ne fa ogni giorno) davanti  ai  monsignori di curia  per gli auguri natalizi: “E’  indispensabile l’archiviazione definitiva della pratica del promoveatur ut removeatur”.

E la Segreteria di Stato annuncia il commissariamento dell’ordine di Malta, mettendo insieme un gruppo di cinque persone, “tutte più o  meno legate a Boeselager” (il cacciato) – “misura draconiana che  Bergoglio  ha già adottato  contro due istituti religiosi da lui considerati troppo “tradizionali”: i Francescani dell’Immacolata e i religiosi del Verbo Incarnato”  (Roberto de Mattei) e che  nei due casi precedenti  è stato il preludio alla pura e semplice soppressione, arbitraria e senza spiegazioni.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-commissaria-Ordine-di-Malta-dopo-epurazione-gran-cancelliere-voluta-da-Burke-Guerra-sulla-distribuzione-dei-profilattici-e360f470-d69e-4dc9-86b2-659851615716.html

Il punto è che l’Ordine di Malta è da secoli una istituzione sovrana (come uno stato) riconosciuta internazionalmente (per esempio emette passaporti): cosa  che evidentemente Francesco ignora.  Pretendere di commissariarlo, è come se l’Italia commissariasse  lo stato di San Marino.

 

Da qui la risposta  ufficiale: “Il Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta ha appreso della decisione della Santa Sede di nominare un gruppo di cinque persone per far luce sulla sostituzione del precedente Gran Cancelliere. La sostituzione del precedente Gran Cancelliere è un atto di amministrazione interna al governo del Sovrano Ordine di Malta e di conseguenza ricade esclusivamente nelle sue competenze”.  Seguono le assicurazioni  sulla devozione filiale dei membri al Santo Padre, ma non si può esser più chiari:  la commissione papale è una ingerenza indebita nelle decisioni sovrane dell’Ordine, e quindi viene respinta.

Come ha spiegato il professor Roberto de Mattei, docente di storia del Cristianesimo  all’Università Europea, è “ un grave caso di ingerenza nel governo dell’Ordine. La Santa Sede dovrebbe limitarsi a vigilare sulla vita religiosa attraverso il Cardinale patrono, che è il cardinale Burke, nominato dallo  stesso papa Francesco. Il Papa ha tutto il diritto di informarsi in merito alle vicende interne dell’Ordine, ma è irrituale che ciò avvenga attraverso una commissione che scavalca il rappresentante pontificio, a meno di non voler porre quest’ultimo sotto accusa. Un cardinale però può essere giudicato solo dai suoi pari e non da burocrati vaticani”.

Ovviamente è proprio quel che voleva  ottenere il  Papa:  mettere sotto accusa Burke, ma non nel modo  canonico, non apertamente ma  in modo obliquo. Mentre si aspettano le vendette  del Bergoglio sull’Ordine, mi importa qui notare  quel che l’episodio conferma: l’immensa, totale, sesquipedale ignoranza dell’argentino.

Il cardinal Burke fra i Cavalieri
Il cardinal Burke fra i Cavalieri

Ignoranza della storia d’Europa  e di storia della Chiesa: l’ordine è  sovrano  dai tempi di Carlo Quinto,  che diede a questi vecchi eredi degli Ospedalieri  l’isola di Malta nel 1565  purché la difendessero dai turchi:  era l’avamposto degli uomini perduti,  non avrebbero ricevuto aiuti, ma i cavalieri giunti in 9 mila nell’isola  da tutta Europa, resistettero all’assedio anche se alla fine, quando furono liberati dalla flotta spagnola, erano  rimasti in 600. Avevano inflitto agli ottomani perdite, si calcola, di 30 mila uomini.

Con la battaglia di Lepanto, cui parteciparono nel 1571, i Cavalieri di Malta sono i trecento spartani  delle Termopili cristiane: se avessero esitato all’estremo sacrificio,  se avessero ceduto,   la basilica del  Vaticano sarebbe una moschea come santa Sofia di Costantinopoli,  la Chiesa cattolica sarebbe stata estinta nel sangue,  noi faremmo il pellegrinaggio alla Mecca lo stesso  Bergoglio sarebbe un musulmano (esile prova  che non tutto il male è per  nuocere).   L’Occidente postmoderno ha  cancellato anche questa memoria; ma essa dovrebbe  avere lasciato una traccia di gratitudine  almeno in un cardinale cattolico romano, far parte della “cultura generale”   di un gerarca ecclesiastico. Bergoglio  non è ingombro di alcun sapere:  è  il tipico ignorante del Sudamerica, luogo di memorie cancellate e soppresse e identità devastate, luogo quasi senza storia.

Ignorante del diritto: non solo del diritto canonico  (per cui un cardinale può essere giudicato solo dai suoi pari, non da  funzionari  “commissari”  ), ma dei costumi e delle procedure plurisecolari cui la Chiesa si attiene,  rispettose  delle libertà e delle autonomie, in una parola, procedure di civiltà  maturate con l’esperienza di secoli. Tutto questo, Bergoglio calpesta, perché non lo conosce:  licenzia  in tronco personale, senza il minimo rispetto della giusta causa” e dei “diritti”, riconosciuti anche dal giure laico e civile.  Il vaticanista Marco Tosatti ha raccontato  come “un capo dicastero ha ricevuto l’ordine di sbarazzarsi di tre dei suoi impiegati (che lavorano in Vaticano da diversi lustri), senza spiegazioni” .   Il poveretto  ha chiesto un colloquio a Bergoglio per sapere almeno “che cosa hanno fatto” quei tre impiegati,  i suoi migliori collaboratori.  La risposta è stata: “Io  sono il Papa, e non devo dare ragioni  a nessuno delle mie decisioni. Ho deciso che devono andare via, e devono andare via.

Non è un episodio minore.  Per quanto alcuni progressisti  anticlericali (alla Eugenio Scalfari) possano crederlo, il Papa non è un dèspota.  Da sempre, è un primus inter pares.  Quando impegna la sua infallibilità nella definizione di un dogma, lo fa   dopo aver consultato  i vescovi nel mondo;in curia, governa coi cardinali e i capi dei dicasteri,  con cui si consulta; spiega le sue ragioni; delega, non scavalca;  agisce qui, appunto,  qualcosa che si chiama civiltà dei rapporti, che è anch’esso un apporto della cultura.

calles
Il dittatore Calles, Messico

La frase “io sono il Papa e non devo dar ragione ad alcuno delle mie ragioni” evoca una teoria e pratica  del diritto pubblico vicina (non esagero) a quella di Gengis Khan; forse egli echeggia i propositi del dittatore messicano Plutarco EliaCalles  (1926-29: «Chiunque farà battezzare i propri figli, o farà matrimonio religioso, o si confesserà, sarà trattato da ribelle e fucilato», e non doveva spiegare le ragioni a nessuno).  O  orecchia  il   leninismo-stalinismo, con la sua  “dittatura proletaria non limitata da alcuna legge”.  In  questo senso, sarebbe imbarazzante se i preti vaticani sbattuti fuori del despota si rivolgessero  alla giustizia laica e civile, per avere, che so, la liquidazione o per contestare il licenziamento:  il Papa si vedrebbe dar torto da una  magistratura civile italiana che, con tutti i suoi difetti, non è (ancora) scesa al diritto di Gengis Khan, e pretende che un datore di lavoro dia  qualche  ragione per licenziare. Ma naturalmente i prelati sbattuti fuori  forse  non possono appellarsi  alla giustizia  civile, in quanto”cittadini”  del Vaticano; ossia una uno stato  in cui il Tiranno ha abolito ogni istanza giuridica  in cui si possa difendersi e far sentire  le proprie ragioni, in cui non vale più la distinzione fra giusto e ingiusto, fra vero e falso – tutto essendo stato rimpiazzato dalla volontà arbitraria dell’autocrate.  Nei casi citati da Tosatti, i due sono stati licenziati perché  “uno dei due si esprimeva liberamente, forse troppo,  su alcune decisioni del Papa. Qualcuno, molto amico di uno strettissimo collaboratore del Pontefice, ha ascoltato, e riferito”.   La delazione come mezzo di governo, è un corollario  del dispotismo –   è appunto il “regno del terrore” che l’argentino  ha instaurato  nella Santa Sede; con un tocco di meschinità tutto bergogliano,  piccineria da vendicativo. Giustamente Tosatti si chiede: ma questo Papa è buono? No, non lo è.   Non pratica mai la misericordia generosa che esige da noi….il che ci rende inclini a non condividere  la sua  rivoluzione del perdono assoluto.  Se non comincia lui…

Questa immane, spropositata ignoranza, spiega davvero  la “rivoluzione” che Bergoglio sta portando nella fede  che un tempo si chiamava cattolica, consistente nella liquefazione della Chiesa sacramentale nella  modernità del “mondo”,   di preferenza quello  generico-protestante.  E’ la rivoluzione che nasce dalla fenomenale ignoranza.

Bergoglio non ha interesse alla dottrina, perché non la  conosce.   Continuamente accusa i prelati che, sgomenti, provano ad obiettare in nome di essa, di fare “i farisei, i dottori della Legge”  che  ostacolano “la misericordia” di Gesù,  considera la cultura cattolica lettera morta che occlude l’andare verso  l’umanità, perché mai l’ha studiata. Anche il muratore diventato palazzinaro miliardario vi dirà che “la cultura non serve a niente”.  E sbuffa se  qualcuno gli ricorda che invece, la cultura serve: “Guardate me, ho la seconda elementare e ho fatto i soldi”.  Bergoglio nutre lo stesso rabbioso disprezzo per la cultura cattolica,   dimenticando che una   religione,  assai più che una impresa edilizia, è per  essenza “cultura”.   Egli vuole fondare una Chiesa sull’ignoranza totale del passato, della storia, della tradizione:  sulla la sua  specifica ignoranza.

E’ amaramente divertente  vedere come  l’ignoranza di Bergoglio sia  anche contagiosa.   La Segreteria di Stato doveva sapere che il Militare e Sovrano Ordine di Malta è appunto,  “sovrano”, non foss’altro perché  ha un ambasciatore accreditato presso detta  Segreteria.  Ma El Papa  ha scelto Parolin proprio in quanto non ingombrato dal  fastidioso sapere che tanto lo disturba. Come ha scelto Galantino la cui ignoranza è stata comprovata da citazioni sbagliate della Bibbia: ci ha rivelato, il Galantino, che Dio “risparmiò Sodoma e Gomorra”, anche se la Bibbia dice che la incenerì:  all’epoca, Dio non aveva ancora imparato la misericordia da Bergoglio, quindi adesso è migliorato.

Il regno del terrore e delatori

Magari  qualche monsignorino funzionario della Segreteria di Stato  lo sapeva  che l’ordine di Malta non si può commissariare, ma è stato zitto:  e chi ha più il coraggio di obiettare qualcosa  alla volontà arbitraria del despota?  Per  farsi sbattere fuori?

Antonio Socci  ha  fatto  notare la sesquipedale ignoranza   rivelata da Eugenio Scalfari, il giornalista preferito da El  Papa, che da quando è beneficiato delle conversazioni e rivelazioni di “Francesco”  si atteggia a teologo. In un articolo, trincia che “i Vangeli sinottici, cioè quelli riconosciuti dalla Autorità successive  alla prima generazione cristiana, sono quattro”  (mentre sono tre; il quarto, di Giovanni, non è “sinottico”). “Scalfari scrive pure che l’apostolo Giovanni “era stato un devoto di Giovanni Battista che l’aveva nominato suo segretario” (suo segretario??).  Poi aggiunge che Giovanni “fu il solo degli apostoli che scrisse un Vangelo” (con tanti saluti all’apostolo ed evangelista san Matteo).
Infine, questo gigante del pensiero contemporaneo che ha fondato “Repubblica”, c’informa che Gesù “è esistito” (è già un passo avanti rispetto a quello che scriveva tempo fa). Tuttavia di lui – a sentire Scalfari – parlerebbero solo i Vangeli: “di lui non abbiamo alcun segnale”.
Nel senso che nessuno, nel suo tempo, avrebbe scritto di Gesù? Già, cosa volete che siano Giuseppe Flavio, Tacito, Svetonio, Plinio il giovane, il Talmud babilonese e altre fonti ebraiche e pagane. Per il luminare di “Repubblica” non esistono le pagine che costoro hanno dedicato a Gesù”.

L’ignorante incontra l’ignorante.  Si contagiano a vicenda con la rispettiva ignoranza. E  stanno costruendo il fanta-cattolicesimo. Un fanta-cattolicesimo pop, dove  Giovanni evangelista è stato “segretario del Battista”, dove  le organizzazioni che non piacciono al Tiranno vengono commissariate, dove il suo potere non è limitato “da alcuna legge”, nemmeno le leggi della logica;  dove la misericordia darà la Comunione ai divorziati risposati, alle coppie cattolico-protestanti, e infine alle coppie gay.  E il Viagra ai vecchi (pare che stia pensandoci) . Che problema c’è?  La dottrina? Ma la cultura non serve!  Guardate  lui quanto potere ha preso, ed è una scarpa.

 

 

 

15 commenti

  1. Davide Papiol
    12 ore ago Permalink

    Bah, una delle tante cose di Bergoglio che non capisco è appunto la sua “ignoranza”. Insomma è un Gesuita e come tale, per quanto non ortodosso nella Dottrina, ci si aspetta una cultura molto robusta. Perché sembra mancargli anche questa caratteristica?

  2. giulio larosa
    12 ore ago Permalink

    Anche se non inerente l’articolo vorrei raccontare un bell’episodio, sperando di dare un po’ di speranza positiva prima della fine dell’anno ai tanti lettori del sito e, spero anche ai suoi gestori.
    La zona di Pescara dove abito e’ semiperiferica, la chiesa, molto grande, e’ una di quelle non-chiese fatte da qualche architetto moderno, sembra la zucca di Haloween, anche per il colore.
    Bene, non solo, come al solito le messe, 12notte e anche quella delle 10 del giorno dopo Natale fanno il pienone ma anche il prete, nuovo, stavolta e’ all’altezza.
    Spiega, con semplicita’ da pover uomo, i Vangeli e la Bibbia, mostrandosi uno di noi, semiproletari di periferia, con un po’ di dialetto, ricorrendo a situazioni un po’ da teatro ma di grande effetto. Cosi’ tutti scoprono che significano il bue e l’asino, spiega cosa rappresentano i pastori, insomma i cristiani vengono ricristianizzati spiegandogli che non e’ una festicciola rituale con una favoletta a cui ispirarsi. Perfino l’omelia e’ ottima. Sono moltissimi anni che non vedevo e sentivo nulla del genere. Insomma siamo ancora un paese cattolico? In molte parti si, lo siamo ancora e c’e’ chi sta anche provando a ricristianizzarci seriamente. Buon Natale passato da Pescara, Duesicilie.

    1. rino
      10 ore ago Permalink

      È percaso la chiesa dei santi angeli custodi in via sacco?
      Comunque a me non è piaciuta affatto l’omelia moderna e l’uso del dialetto. Anche se l’ho ascoltata in un’altra chiesa della città, ma la situazione era analoga e c’era ugualmente un prete giovane.
      La realtà che affligge la vecchia Europa e soprattutto quella cattolica è dominata dall’ignoranza. Come faremo ad uscirne se daremo essa come nutrimento ai nostri figli?
      Purtroppo Bergoglio a capo della chiesa cristiana sembra essere la conferma di una realtà che nemmeno ai tempi di Alarico era così triste.

  3. Alan Ford
    11 ore ago Permalink

    Direttore, non mi è piaciuto il finale, o meglio, la parola finale: “scarpa”;
    troverei più appropriata la parola “capra” di Sgarbiana memoria…

    si ride, per non piangere!

    e con i migliori auguri di Buon Anno nuovo!

  4. Baronio
    11 ore ago Permalink

    Alla paventata ammonizione che seguirà la mancata risposta ai dubia, c’è chi già si ingegna per dire che essa non ha alcun precedente storico e che non trova riscontro nel diritto canonico.

    Il prof. De Mattei ha dimostrato che questo non è vero, e che già con Giovanni XXII l’ammonizione del Pontefice incorso in errore venne praticata.

    Ma, al di là delle argomentazioni storiche – pur inoppugnabili – pare incredibile che si obbietti alla legittimità dell’ammonizione su basi canoniche e disciplinari, allorché la cifra di questo “pontificato” è proprio l’assoluto arbitrio, sotto le speciose motivazioni di voler evitare formalismi e fariseismi.

    Ma come? Prima vediamo abbattere quel poco che rimane della Chiesa Cattolica a colpi di misericordia, di discorsi informali, di elogio della pastoralità in danno all’ortodossia, alla morale, alla disciplina, alla liturgia ed alla tradizione; sentiamo il Satrapo di Santa Marta scagliarsi contro la rigidità di chi si appella alle regole; e poi, proprio quando quattro Cardinali adottano un criterio di opportunità pastorale, ecco che i suoi manutengoli minacciano di toglier loro la berretta, basandosi su precedenti casi, o ricusano l’ammonizione dicendo che non è prevista dal diritto della Chiesa.

    Gli stessi, come ha ricordato qui Blondet, che fanno strame di qualsiasi norma, che commissariano un Ordine sovrano ed indipendente, screditano il suo Cardinal Patrono, licenziano senza causa i propri dipendenti refrattari e viceversa promuovono a Vescovo un ecclesiastico che la Congregazione non voleva inserire tra i candidati!

    Par di trovarsi all’epoca di Eliogabalo, il quale fu pure Imperatore romano, Pontefice Massimo e Padre della patria, ma che coi suoi scandalosi eccessi fu eliminato dai Pretoriani e venne colpito dalla damnatio memoriae.

  5. Angelo Pegli
    10 ore ago Permalink

    Questo post mi puo’ anche stare bene,perche’ Bergoglio e’ una sorta di Eliogabalo trasferito dalla Roma Imperiale al Vaticano dei nostri giorni.Pero’ preferisco quelli ,veramente informati, sull’impero Usraeliano.Infatti lo stile di questo post e’ troppo “socciano”,e pure Tosatti mi ha lasciato perplesso,nello stile e nella sostanza. Intanto la Misericordia di Dio riguarda i peccatori,non i perseguitati per causa della Verita’.Anzi:nel mistero della Comunione dei Santi,sono proprio questi che trasmettono ai persecutori la Misericordia di Dio.Una Misericordia che nel Corpo Mistico di Cristo li va a cercare, li stana anche, provocandone l’invidia e la rabbia, ma intanto prepara le condizioni per la loro redenzione.Percio’non scriverei di Misericordia cosi’ come a livello di pettegolezzo.Poi,non mi e’ sembrato normale che il capo dicastero ,se lo ha fatto in questi termini,abbia chiesto al Papa “cosa hanno fatto”i suoi diretti sottoposti.Ed e’ vero e legittimo che il Papa non sia tenuto a dare spiegazione.Il capo dicastero poteva difenderli per quanto di sua competenza, parlandone bene e dicendosi soddisfatto:senza entrare in questioni che esulassero dalla sua competenza,e che potevano anche essere strettamente personali,non dalla parte del Papa ma dei loro sottoposti.Il resto,semmai,davvero toccherebbe alla Magistratura italiana,se gl’interessati hanno conservato la cittadinanza italiana o di altro paese,e anche alla Diplomazia, senno’ fatti loro.Si arrangino.Comunque questo Papa e’ un degrado,un liceale anni ’70(come probabilmente anche Socci e Tosatti)al confronto con la storia e con la diplomazia vaticana. Non metteteci anche del vostro,voi giornalisti,parlando di religione come se fosse politica.Metteteci pure un po’ “d’invisibile”,che tanto,”di visibile” bastano e avanzano le tracce che lasciano Bergoglio e la sua tribu’.

    1. Baronio
      10 ore ago Permalink

      Il quale, com’è noto, è tutt’altro che un giornalista, e di cose di Curia ne sa parecchie, non fosse che per il fatto di vivere a Roma, n’est-ca pas?

      Il problema qui non è che il Papa abbia o no il diritto sovrano di far quel che ritiene nelle sue nomine, per carità; ma che in questo procédé si noti una clamorosa incoerenza con i proclami di trasparenza, di riforma, di insofferenza verso ogni rigido formalismo.

      Così da un lato Bergoglio non esita a far strame di qualsiasi regola – dal rispetto della Verità rivelata ai più elementari principi di bon ton istituzionale – e a criticare chi si appella alle leggi che la Chiesa, come ogni istituzione, legittimamente si dà; e dall’altro usa ed abusa del proprio potere, cadendo egli stesso nel novero di coloro che insulta.

      Se Bergoglio si dichiarasse Papa Re, non accettando alcun indebolimento della potestà del Romano Pontefice, gli si potrebbe forse obbiettare l’abuso del proprio potere; ma qui abbiamo un personaggio che detesta l’idea stessa della Monarchia papale, che propaganda la democratizzazione della Chiesa, che sbandiera il suo apprezzamento per l’esercizio collegiale dell’autorità ecclesiastica; e questa incoerenza suona anche come una clamorosa presa per i fondelli, quasi egli ritenesse il Sacro Collegio, le Congregazioni, gli organi della Curia, l’Episcopato ed i fedeli come dei sudditi incapaci di intendere e di volere.

      D’altra parte, è tipico dei tiranni – sin dalla Rivoluzione Francese – appellarsi al popolo per legittimare eccessi che nessuno non solo ha chiesto, me di cui si trova addirittura ad esser vittima. La terreur bergogliana si mostra in tutta la sua spavalda contraddizione, e non vedo cosa c’entri in tutto questo la Misericordia, se non il fatto che essa suona evidentemente un mero flatus vocis, dietro cui procedere con un autoritarismo che avrebbe fatto impallidire Bonifazio VIII.

      E quando Ella si chiede per quale motivo il Cardinal Prefetto abbia osato chieder spiegazioni al Satrapo circa la richiesta di defenestrazione di alcuni offiziali di Curia, andrebbe precisato che Bergoglio non ha disposto il loro allontanamento motu proprio, assumendosene la responsabilità, ma ha viceversa chiesto al Prefetto di esser lui a mandarli a spasso. Ed in questo caso è più che legittimo che il Prefetto, in quanto autore del licenziamento, ne volesse aver contezza.

      Infine, guarda caso, l’inflessibilità del Satrapo si manifesta sempre e solo in una direzione, mentre quando si hanno casi gravi e scandalosi, ecco che l’autoritarismo dell’argentino scompare, latita, tace.

      Questa non è politica, caro Pegli: è senso della Giustizia, ch’è una delle Virtù cardinali che accompagnano le tre Virtù teologali.

  6. Carlo Pandolfini
    10 ore ago Permalink

    La foto ricorda la emozionante S. Messa celebrata a Catania dal Cardinale Burke, la Chiesa era stracolma. Purtroppo nella nostra diocesi è consentita una sola sparuta messa tradizionale l’ultimo sabato del mese, eppure qualche ragazzo che ha assistito mi chiede quando può assistere ad altre S. Messe così – e non sa e non capisce una parola di latino!
    …. detto questo breve inciso, formulo una ipotesi “gesuitica” su Sua Santità – visto che ai tempi della dittatura argentina molte fonti lo consideravano vicino alla Giunta Militare…ed adesso invece si manifesta apertamente vicino ai movimenti di liberazione ….non è che nel suo essere gesuita………adesso STA FACENDO FINTA DI ADEMPIERE ALLA LETTERA GLI ORDINI CHE CERTAMENTE HA RICEVUTO DALLA MASSONERIA CHE LO HA ELETTO….. e intanto prende tempo, li ritarda, li esegue confusamente, dà un colpo al cerchio e uno alla botte, COSCIENTE CHE LE FORZE CHE HANNO RICATTATO E SPAZZATO VIA BENEDETTO XVI sono al momento invincibili, insomma come si dice da noi – calati juncu ca’ passa la china, Io voglio con tutte le mie forze sperare che Papa Francesco stia dissimulando in faccia alle forze potentissime che vogliono dissolvere la Chiesa Cattolica.
    Più volte ha detto: “pregate per me” E quando ha ricevuto i Francescani dell’Immacolata “prendetela come una persecuzione diabolica”, e poi va alla S. Messa per l’anniversario di S. Pio X.
    Chi sa se da gesuita non stia seguendo una strategia per depotenziare le armate nemiche!

  7. Deinos
    4 ore ago Permalink

    Bergojo è un buon papa della forma, è un papa da Isola dei Famosi, dove lui bello vestito di bianco seguito da scorta, segretario, cameraman, fotografo, tecnico della luce, tecnico del suono, produttore, e umanità varia, tutta nascosta alle spalle del cameraman, lui Bergojo va a comprarsi in incognito un paio di scarpuzze… ortopediche e per un paio di giorni compare, si mostra in tutte le tv come il papa umile tra la gente…
    poca sostanza ma molta forma. ottimo ufficio propaganda papae.

    1. Baronio
      4 ore ago Permalink

      In questo El Papa ricorda un altro attore, asceso al Soglio; il quale, in occasione di una visita ad una fabbrica, quando vide arrivare i fotografi ed i cameramen impugnò la vanga per farsi ritrarre mentre faceva il gesto di piantare un alberello d’ulivo, già pronto e interrato prima dell’arrivo dell’illustre ospite… visto coi miei occhi.

  8. Havis
    2 ore ago Permalink

    Non è permesso a nessuno dire che una persona è buona o malvagia. Se necessario, si possono giudicare gli atti. Non spetta all’uomo giudicare il cuore,
    Saluti

    1. Baronio
      2 ore ago Permalink

      Dunque vediamo:

      – “resistenze malevole, che germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio ispira intenzioni cattive, spesso in veste di agnello”.

      – Coloro che si rifugiano “nelle tradizioni, nelle apparenze, nelle formalità, nel conosciuto, oppure nel voler portare tutto sul personale senza distinguere tra l’atto, l’attore e l’azione.”

      – Persone accusate di avere “cuori impauriti o impietriti che si alimentano dalle parole vuote del gattopardismo spirituale di chi a parole si dice pronto al cambiamento, ma vuole che tutto resti come prima”

      Il resto lo trova qui: http://opportuneimportune.blogspot.it/2015/12/indice-degli-insulti-papali-ai-buoni.html

      Della serie: Chi sono io per giudicare?

  9. eddie
    1 ora ago Permalink

    Salve direttore scusi la domanda fuori tema, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa del recente veto di Obama sui nuovi coloni e sulla presa di posizione di Trump.

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